I racconti: cronache semiserie di vita da camperista
Ovvero l'incontro tragicomico tra una viaggiatrice e l'universo del camper

Io e lui (il futuro marito) scoprimmo di avere in comune la passione per i viaggi e per la loro "progettazione"; ci capitava di rimanere a fissare incantati le foto di luoghi più o meno esotici e di sognare di potere vedere quei luoghi "dal vivo"; spesso ci imbarcavamo in serissime conversazioni su ciò che avremmo fatto una volta sfuggiti dal controllo dei genitori e su quale parte del vasto mondo avremmo privilegiato per prima nei nostri vagabondaggi.

Gli anni continuarono a passare e lui divenne un marito vero e proprio: era giunto il momento di cominciare a pensare seriamente ai viaggi. Il primo, naturalmente, fu il viaggio di nozze; anche quello fu un chiaro segno premonitore di quello che ci attendeva in un futuro più o meno prossimo, anche se nessuno dei due fu in grado di coglierlo: infatti, invece di scegliere il classico viaggio alle Seychelles perfettamente organizzato che buona parte delle coppie di sposi sceglie come luna di miele "esotica" (e che in molti casi si trasforma nell'unica occasione di viaggio nella vita della coppia), noi scegliemmo qualcosa di meno elegante, di meno raffinato, di assolutamente "non" organizzato, ma che fu soltanto la punta dell'iceberg dei viaggi futuri e, in un certo senso, la prova generale di molti di essi. Decidemmo di concederci una tipica vacanza "on the road" a bordo della nostra auto quasi nuova lungo le arterie e le vie secondarie della nostra penisola, affascinati e deliziati oltre misura all'idea di "scoprire" mete su mete, grandi e piccole, famose e sconosciute.

Naturalmente non tutto filò perfettamente liscio durante il nostro primo viaggio, ma i piccoli disguidi e i problemi che ci trovammo ad affrontare misero alla prova la nostra (futura) scorza di viaggiatori incalliti: in particolare la nostra auto, a dispetto della perfezione tedesca di cui avrebbe potuto vantarsi e per quanto fosse quasi nuova, dimenticò di esserlo in diverse occasioni, mollandoci senza tanti complimenti sul bordo di autostrade e strade secondarie, e costringendoci a fare il nostro ingresso in un paio di occasioni scortati (anzi trainati) da un carro attrezzi. Ma, in compenso, furono molti gli aspetti positivi di quel primo viaggio, aspetti che sicuramente ci influenzarono quando giunse il momento di scegliere "il" mezzo ideale per le nostre vacanze qualche anno più tardi: la sensazione di dilagante libertà davanti al nastro d'asfalto che si srotolava davanti alle nostre ruote, la carezza del vento sulla pelle, la possibilità di cambiare idea all'improvviso privilegiando una meta invece di un'altra furono tutte sensazioni appaganti che catturarono il nostro essere più profondo e ci fecero desiderare, già da allora, di non tornare più a casa, ma di continuare questo selvaggio vagabondaggio a tempo indeterminato.

(Continua...)

©2012-2019 Mimma Ferrante & Maurizio Karra - Le Vie del Camper - Edizioni Fotograf Palermo
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