I racconti: cronache semiserie di vita da camperista
Ovvero l'incontro tragicomico tra una viaggiatrice e l'universo del camper

Dal viaggio di nozze in poi seguitammo a sognare viaggi esotici e mete nostrane anche quando il nucleo familiare iniziò a ingrandirsi: in una famiglia "normale" degli anni '70-80 del secolo scorso l'arrivo dei figli avrebbe probabilmente coinciso con la fine prematura di sogni, progetti e smanie di viaggio, ma non nella nostra che, evidentemente, proprio normale non doveva essere. Iniziammo le nostre esplorazioni all'estero, squisitamente non "organizzate" da terzi (leggi agenzie di viaggio), ma autogestite in tutto, tranne che nella canonica scelta dei mezzi di trasporto che per motivi di tempo contemplavano quasi sempre gli aerei; ma fin da quei primi assaggi di estero non eravamo perfettamente soddisfatti, sentivamo che ci mancava qualcosa di essenziale per "carpire" l'essenza dei vari luoghi che ci trovavamo a visitare, come se diversi e sconosciuti ostacoli si frapponessero tra noi e la realtà circostante. Insomma, era giunto il momento di provare un nuovo mezzo rivoluzionario per affrontare le vacanze in modo più consapevole, più maturo e più completo; era giunto il momento di provare a fare un'esperienza con quel mezzo sconosciuto che si chiamava camper.

Devo dire che l'approccio iniziale non fu affatto facile e che quasi mi fece passare la voglia di partire (!!!); ma andiamo per ordine. Un (bel?) giorno il marito arrivò a casa entusiasta, sfogliando un depliant di noleggio camper e sostenendo che avevamo trovato il mezzo ideale per viaggiare; con un camper - diceva lui - avremmo risolto tutti i nostri problemi: niente più ricerca affannosa di ristoranti e alberghi, cucina casalinga ed economica, massima libertà negli spostamenti, niente valigie, prenotazioni, stress, ma soltanto libertà, tanta libertà e perfino la possibilità di portarsi i bambini dietro! Io lo osservavo alquanto perplessa e non sapevo se gioire con lui o lamentarmi della sua superficialità: intanto il costo giornaliero per il noleggio di un camper piccolo piccolo superava quasi quello di una notte in albergo e quindi non era affatto economico e poi come avremmo fatto a stipare tutti i nostri effetti personali dentro quella specie di tartaruga di metallo? E saremmo stati in grado di cavarcela in un modo di viaggiare del quale non avevamo alcuna precedente esperienza? Saremmo stati capaci di convivere con gli inevitabili problemi tecnici che prima o poi si sarebbero presentati? E, cosa più importante di tutte, ci saremmo sentiti sicuri a bordo di quel buffo "trabiccolo"?

Il marito mi avvolse in un'occhiata di pura sopportazione mascolina e mormorò: "Tu non devi preoccuparti di nulla; lascia fare a me e vedrai che questo viaggio non lo dimenticherai mai più!". In effetti fu proprio quello che avvenne, ma probabilmente non per i motivi che aveva pensato lui!

(Continua...)

©2012-2019 Mimma Ferrante & Maurizio Karra - Le Vie del Camper - Edizioni Fotograf Palermo
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