I racconti: cronache semiserie di vita da camperista
Ovvero l'incontro tragicomico tra una viaggiatrice e l'universo del camper

Tutto accadde quando, passato qualche tempo, la tecnologia aveva potuto sbizzarrirsi nel trovare soluzioni ben diverse da quei primi esperimenti pioneristici come il furgone camperizzato sul quale noi avevamo avuto il nostro battesimo del pleinair. In quel "periodo di mezzo" la smania del viaggiare continuava comunque a dilaniarmi senza tregua, e noi avevamo provato varie modalità alternative. I figli erano ancora troppo piccoli (come avevo ampiamente sperimentato) per poterci accompagnare nelle nostre "fughe" dal quotidiano e, contemporaneamente, i costi per i viaggi anche di due soli adulti continuavano a lievitare sensibilmente anno dopo anno, costringendoci a compattare sempre di più i nostri itinerari e, conseguentemente, a ridurre in qualche modo anche le nostre aspettative e il nostro immaginario. Una soluzione drastica si imponeva: o i viaggi o la vita quotidiana. Le due cose diventavano sempre più inconciliabili.

Intanto i ricordi del disastroso noleggio camper di qualche anno prima (che, nelle intenzioni del marito, avrebbe dovuto trasformarsi nell'immediato successivo acquisto) erano stati pietosamente avvolti dalle nebbie del tempo e il marito aveva ricominciato a fare discorsi sui camper e sulla libertà intrinseca di quel tipo di turismo; io lo lasciavo parlare, ancora troppo memore delle infinite disavventure che avevo dovuto subire a bordo di quel trabiccolo, ma nello stesso tempo la mia fantasia, anche troppo fervida, ricominciava a sedurmi con scene idilliache di un nuovo compagno di viaggio, in lamiera, che ci permettesse un totale contatto con la natura, che ci regalasse quella libertà di andare tanto agognata, che ci facesse dimenticare l'orrido rito delle prenotazioni, dei ristoranti obbligatori e degli alberghi, che ci consentisse finalmente di riunire la famiglia sotto un unico tetto anche durante le vacanze e che, infine, ci permettesse di non spendere un patrimonio a viaggio, consentendoci anche di allungare i tempi delle vacanze.

Il mio sogno rimase tale fin quando alcuni amici si trovarono ad acquistare improvvisamente un camper di nuova generazione (almeno per quel tempo, e parliamo di un quarto di secolo addietro), inondandoci subito delle loro prime esperienze e rinfocolando i desideri mai realmente sopiti del marito. Cicalavano estasiati sul loro monolocale da viaggio, quello che assicurava confortevoli (?!) soggiorni sia al mare che in montagna permettendo week-end alle porte di casa o viaggi all'altro capo del continente a prezzi abbordabili. Il marito mi fissava ogni volta con occhi da pesce lesso e qua e là mi lanciava frecciatine speranzose, restando tenacemente attaccato alla sua voglia di camper, sostenendo che tanto era cambiato nel frattempo e che comunque c'era una bella differenza tra un camper acquistato e uno noleggiato; bisognava provare i nuovi mezzi, tuonava lui, per toccare con mano la differenza. E giù a sciorinare misure, standard di sicurezza, modelli e prezzi, in un'orgia di cifre che mi investiva schiacciandomi completamente; giorno dopo giorno mi ritrovavo sempre più sotto i bombardamenti di una volontà implacabile.

Inutile dire che alla fine cedetti, presa com'ero tra due fuochi, quello della mia fantasia e quello delle inossidabili convinzioni del marito... Mi ritrovai così a salire con passo titubante negli show-room dei vari concessionari della mia città sui nuovi modelli di camper appena giunti sul mercato. Fu la fine di ogni scaramuccia in famiglia e, nell'arco di un paio di mesi, fui io a convincermi di voler risalire a bordo di un camper nuovo di zecca e, finalmente, tutto mio. Anche i figli, nel frattempo cresciuti, erano felici di quella scelta. Il mondo ci si spalancava davanti, finalmente!

(Continua...)

©2012-2019 Mimma Ferrante & Maurizio Karra - Le Vie del Camper - Edizioni Fotograf Palermo
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