I racconti: cronache semiserie di vita da camperista
Ovvero l'incontro tragicomico tra una viaggiatrice e l'universo del camper

Lo sapevate che il termine "camper" è stato preso in prestito dal vocabolario inglese perché l'italiano non possedeva una parola adatta per identificare il veicolo abitativo su ruote? Ma anche altre lingue non stanno meglio dell'italiano: basti pensare che i francesi utilizzano il termine "camping-car", che poi vuol dire auto da campeggio, per non parlare dei tedeschi che conoscono il mezzo come "wohnmobile", che vuol dire casa mobile; questi pastrocchi linguistici la dicono lunga su questo strano mezzo che si è ormai imposto come una tangibile realtà per le vacanze di milioni di famiglie europee.

Io, al momento dell'acquisto del mio primo camper dopo l'esperienza qualche anno prima del veicolo noleggiato, ero stata costretta a subire dal marito una sorta di corso accelerato sul turismo itinerante che mi aveva portato a scoprire, mio malgrado, le origini del turismo "su ruote". Mi sembra ancora di sentirlo mentre declamava con aria professorale come se si trovasse nel bel mezzo di un convegno: "Sicuramente il concetto di viaggiare su ruote, portandosi dietro la propria casa, non è affatto nuovo: basta pensare alle carovane che nel secolo scorso trasportavano da un punto all'altro degli Stati Uniti i pionieri della società americana per rendersi conto che questo fenomeno ha radici lontane nel tempo, anche se soltanto nella seconda metà del '900 si è trasformato fino a configurarsi come un modo diverso di muoversi e di viaggiare; e non per necessità, ma per divertimento. E ormai si tratta di un fenomeno complesso che tocca da vicino sia le giovani coppie che mirano a vacanze economiche, sia le famiglie che desiderano portarsi dietro i figli senza rinunciare alle comodità e alla libertà casalinga, sia infine le coppie alla soglia della terza età che desiderano passare molti mesi dell'anno a bordo di queste case su ruote. Quali che siano i motivi di base il fenomeno è in piena espansione e interessa decine di migliaia di persone soltanto in Italia".

L'argomento era interessante, ma ricordo anche che ad attirarmi erano i depliant che il marito continuava a sfogliare perfino a casa, trovando di ogni modello pregi e difetti. Devo dire che scendere e salire dai camper, in attesa di trovare quello giusto per noi, era così affascinante che non avrei voluto smettere mai; era quasi come trovarsi in un universo parallelo, lontano dal cemento e dai mattoni, ma estremamente duttile e disponibile a ogni esigenza. Inutile dire però che io di pregiudizi che mi frullavano in testa ne avevo parecchi e, nei pochi istanti di lucidità che riuscivano a farsi strada dentro di me, mi chiedevo che diavolo ci stessi a fare di nuovo in mezzo agli odiati camper; ma mi era bastato salire sui primi esemplari di quegli anni '90 per trovarmi "dispettosamente" a mio agio.

(Continua...)

©2012-2019 Mimma Ferrante & Maurizio Karra - Le Vie del Camper - Edizioni Fotograf Palermo
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