I racconti: cronache semiserie di vita da camperista
Ovvero l'incontro tragicomico tra una viaggiatrice e l'universo del camper

In effetti, per chi non c'è abituato, salire a bordo di un camper produce una strana sensazione di irrealtà: da una parte sembra di trovarsi in un ambiente che sta a metà tra lo scompartimento di un treno e la cabina di pilotaggio di un aereo, dall'altra sembra di trovarsi comodamente rilassati nel soggiorno della propria abitazione o della casetta di villeggiatura; questo connubio, che a prima vista appare impossibile, si fa strada subdolamente dentro di noi per farci sentire a casa, anche se fuori dal finestrino ci sono gli scenari più inconsueti: alte vette innevate, spiagge di sabbia caraibica, fiordi azzurri, campi di girasole o guglie di cattedrali nordiche.... Così siete avvertiti: se, pur non essendo camperisti, salendo a bordo del camper di un amico o di un modello presso un concessionario o in fiera cominciate a sentirvi rilassati e ben disposti verso il mondo esterno, se vi sentite al sicuro dentro il bozzolo di vetroresina e vi piacerebbe cambiare il panorama che vedete dal finestrino, allora fate molta attenzione, perché siete sensibili al fascino del camper e, prima ancora di rendervene conto, potreste entrare a fare parte della categoria dei camperisti.

Così accadde anche a me: cominciai a sentirmi di nuovo una bambina mentre esploravo una "casa di bambole" dietro l'altra, sempre più affascinata e, mio malgrado, sempre più convinta della bontà di questo tipo di vacanza; in fondo perché non provare, perché non dare un'altra chance al marito che mi seguiva ovunque con occhi da triglia lessa e continuava a blaterare sui vari elementi del camper? Io mi guardavo intorno, sempre più conquistata, anche se cercavo di non darlo a vedere troppo chiaramente, ma mi sentivo positivamente colpita dalla possibilità di poter cominciare a usare un mezzo che mi consentisse di portarci dietro tutte le comodità casalinghe, garantendo una reale autonomia da tutte le pastoie che finora avevano imbrigliato le nostre esigenze: niente più prenotazioni, perché avremmo potuto partire quando avremmo voluto; niente più valige da fare e disfare in continuazione perché tutto il necessario sarebbe stato già a bordo del mezzo, da sistemare una sola volta a viaggio; niente più alberghi e ristoranti perché avremmo dormito nel nostro letto e mangiato i piatti della nostra cucina, a meno di non voler gustare la cucina locale; niente più conti astronomici (gasolio a parte!); niente più vacanze mordi e fuggi per limitazioni di budget (ferie permettendo); niente più bambini da lasciare a casa perché in camper sarebbero stati comodi e contenti portandosi dietro, a loro volta, le loro abitudini e i loro giochi. Tutto questo nello spazio esiguo di 4-6 metri quadrati; non male, vero? Naturalmente a patto che tutto avesse funzionato alla perfezione e non con gli esiti tragicomici della nostra prima esperienza in camper.

Sempre più combattuta mi aggrappavo, però, all'unico neo dell'acquisto di un camper, non certamente trascurabile: infatti il prezzo di un veicolo ricreazionale era (come lo è ovviamente anche adesso) dannatamente elevato e non certo alla portata di tutti, almeno se si parla di un mezzo medio-grande e soprattutto nuovo come quello che volevamo acquistare noi; in questo caso la cifra necessaria per acquistare un camper rivaleggia quasi con quella necessaria ad acquistare un monolocale e sicuramente non è poco! Ma in realtà proprio di un monolocale si tratta, con il vantaggio che quel monolocale su ruote che è il camper può essere trasportato dovunque, al mare come in montagna, in città come in campagna, in Italia come all'estero. La tentazione era sempre più forte e i vaneggiamenti del marito sempre più convincenti e alla fine mi ritrovai ad essere l'orgogliosa proprietaria di un camper nuovo di zecca, cercando però di non pensare alla montagna di rate che avremmo dovuto pagare.

(Continua...)

©2012-2019 Mimma Ferrante & Maurizio Karra - Le Vie del Camper - Edizioni Fotograf Palermo
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