I racconti: cronache semiserie di vita da camperista
Ovvero l'incontro tragicomico tra una viaggiatrice e l'universo del camper

Debiti a parte, non posso fare a meno di ricordare la sensazione intrigante che ho provato la prima volta che sono salita a bordo di quello che sarebbe stato il "mio" camper, il compagno di viaggio degli anni a venire e insieme la mia seconda casa ovunque la volessi; la civettuola tappezzeria dei cuscini, gli allegri mobiletti, le grandi finestre attraverso le quali sbirciare il vasto mondo e infine la prorompente sensazione di essere comunque "a casa": non c'era scampo, ero stata conquistata e soggiogata!

Il marito gongolava senza ritegno, i bambini saltellavano da una dinette all'altra e io mi aggiravo trasognata nella mia lillipuziana casa su ruote, sognando tutti i luoghi che avrei visitato a bordo del camper: vedevo già distese innevate e deserti infuocati, genti e realtà diverse, città d'arte e aree archeologiche e continuavo a mettere da parte il pensiero della montagna di debiti necessaria a pagare i nostri sogni. Non ho mai rimpianto questa scelta, anche se a volte non è stata una scelta facile per i pregiudizi altrui, per le obiettive difficoltà di un turismo autogestito e per le mille peripezie a cui si può andare incontro strada facendo; ma senza dubbio ne è valsa la pena.

Strada facendo: mai espressione è risultata più calzante di questa per cercare di descrivere la vacanza a bordo di un camper, dal momento che ci si trova letteralmente in mezzo alla strada; per tetto un cielo colmo di stelle, per pareti una selva di boschi e per pavimento la strada, semplicemente la strada con tutti i suoi rischi, ma anche con tutte le sue infinite possibilità di scoperta e di contatti umani; e mai come a bordo di un camper ci si rende conto della propria fragilità rispetto al mondo esterno, ma anche di tutte le proprie potenzialità. E bastano soltanto poche notti per ritrovarsi preda della magia di questo tipo di vacanza: basta addormentarsi in riva al mare ed essere cullati dal pacato frangersi delle onde e risvegliarsi al suono del cinguettio degli uccelli per essere "vittime" consenzienti di qualunque tipo di avventura che il viaggio in camper sia in grado di donare.

Ma inutile farsi illusioni: non tutti sono portati per la vita in camper, e anche se in tanti possiedono oggi un camper, assai meno sono i "camperisti"; se si è dei comodisti a oltranza, se non si ama viaggiare, se non si ama conoscere quello che non si sa già, se si pretende di essere serviti perché in vacanza non si deve muovere un dito, se si è troppo avari o troppo prodighi, se si ha paura anche della propria ombra, allora non si è fatti per la vita in camper. Meglio rassegnarsi e metterci una pietra sopra: questo tipo di vita non fa per voi. Se invece si ha la smania del viaggio nel sangue, se non si sopporta di non sapere che cosa c'è dietro il prossimo orizzonte, se si è curiosi e vogliosi di saperne sempre di più, se si ama la natura e si ha il massimo rispetto per essa, allora conviene arrendersi all'inevitabile; probabilmente si è dei camperisti in incognito senza saperlo!

(Continua...)

©2012-2019 Mimma Ferrante & Maurizio Karra - Le Vie del Camper - Edizioni Fotograf Palermo
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