I racconti: cronache semiserie di vita da camperista
Ovvero l'incontro tragicomico tra una viaggiatrice e l'universo del camper

Anche se le altre "categorie" di viaggiatori si rifiutano di ammetterlo, siamo noi camperisti a poterci fregiare del titolo di "eroi" del difficile mestiere del viaggiare: niente prenotazioni da confermare (almeno in linea di massima), niente guide con l'ombrellino che ci portano in giro apparentemente coccolati, ma anche vessati, niente tempi da rispettare e scadenze obbligatorie nell'ambito delle nostre giornate di vacanza, ma semplicemente la libertà di gestire il nostro tempo libero come più ci piace. Ma questa grande verità, come tutte le medaglie, ha un doloroso rovescio, dato che la strada che si allinea davanti a noi cela possibili pericoli, insidie, imprevisti e guasti incombenti, in grado di rovinarci la nostra fuga verso la libertà, se solo glielo permettiamo.

Nonostante io sia ormai abbastanza vaccinata contro gli imprevisti e i guasti sin dai tempi delle mie prime tragicomiche esperienze da camperista (cfr. le puntate precedenti), in realtà ogni volta che nel mio orizzonte vacanziero si profila a caratteri cubitali la parola "guasto" non posso fare a meno di essere avvolta dai sudori freddi e chiedermi se riuscirò a superare l'ennesima prova della mia vita camperistica.

Eh sì, perché quando ti trovi a migliaia di chilometri da casa e magari attorno a te parlano solo una lingua "estranea" che i residenti imparano da bambini, mentre tu non sei capace di articolarne una sillaba (!), anche il più piccolo imprevisto diventa una montagna da scalare.

La carrellata di guasti che ho dovuto affrontare insieme al marito nel corso dei decenni trascorsi a bordo del camper è talmente lunga che nella mia memoria si è trasformata in un guazzabuglio difficile da districare; ciononostante mi tornano in mente alcuni "gustosi" episodi un po' più difficili da dimenticare. Come quando la pompa dell'acqua smise improvvisamente di funzionare, costringendoci a usare l'acqua minerale per le minime abluzioni di rito; o come quando il boiler si spense senza remissione, lasciando proprio me insaponata sotto l'acqua gelida, mentre il marito tentava di rabbonirmi riscaldando pentole d'acqua sui fornelli; o ancora come quando il frigo, ovviamente pieno di roba all'interno, entrò in sciopero, costringendoci a mangiare il più possibile del suo contenuto, per evitare di buttarlo, con il risultato che in ventiquattr'ore ogni componente dell'equipaggio si ritrovò con un paio di chili in più sulla già non troppo snella silhouette.

Ma i problemi che riguardano la cellula abitativa di questo strano mezzo in cui la cucina convive con ruote e batterie sono ancora relativamente accettabili, dato che difficilmente vi costringeranno a interrompere la vacanza, anche se la serenità va fatalmente a farsi benedire. Senza dubbio i problemi maggiori arrivano quando è qualcosa nell'alchimia del motore che smette di funzionare, lasciandoci letteralmente in mezzo alla strada, senza certezze né ricette magiche; è proprio in quel momento che la tempra "eroica" del camperista viene fuori, tentando di scongiurare il disastro della possibile vacanza rovinata, anche se purtroppo non sempre ci si riesce.

A questo proposito non posso fare a meno di ricordare quella volta in cui in cui, una ventina e più di anni addietro, si cominciò a sentire rumore di ferraglia sotto il camper e, giunti in officina, si scoprì che era l'albero di trasmissione a lamentarsi. Oppure quell'altra volta, ben più recente, in cui il sofisticato motore del nuovo camper si fermò improvvisamente in autostrada, costringendoci a un "atterraggio di fortuna" nella prima piazzola di emergenza disponibile, con la respirazione accelerata e la salivazione azzerata; non ci rimase che guardarci negli occhi, io e il marito, e fare alcune telefonate di soccorso per trovare l'officina più vicina; e provando cautamente a girare la chiave d'accensione il motore ripartì, facendoci scoprire poco dopo che era andato in autoprotezione per una scelta della sofisticatissima centralina elettronica. Per fortuna niente di grave e il nostro viaggio poteva riprendere felicemente il suo corso.

Eppure, nonostante tutti i possibili imprevisti che si snodano lungo la nostra strada, non cambierei mai il mio modo di viaggiare, la possibilità di decidere in piena libertà cosa fare del mio tempo libero, la capacità di scoprire cosa c'è dietro il prossimo orizzonte e la gioia di godere dei piccoli grandi momenti a bordo del camper, la mia casa su ruote. E spero di poter continuare a farlo ancora a lungo, almeno fino a quando il costo esorbitante del gasolio non si dovrà conteggiare a decilitro e magari ancora oltre; perché, diciamoci la verità, la libertà non ha prezzo, ma il gasolio sì…

(Continua…)

©2012-2019 Mimma Ferrante & Maurizio Karra - Le Vie del Camper - Edizioni Fotograf Palermo
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