I racconti: cronache semiserie di vita da camperista
Ovvero l'incontro tragicomico tra una viaggiatrice e l'universo del camper

Il camper e l'alimentazione: un binomio ricco di sfaccettature diverse che allarga i nostri confini di viaggio e ci permette di scoprire nuove realtà "golose" della nazione o della regione che stiamo visitando. Sarebbe decisamente riduttivo limitare le nostre esplorazioni gastronomiche soltanto all'interno di un ristorante, piuttosto che di un caffè; ci vuol ben altro per appassionare un camperista goloso! Come dimenticare, infatti, le vetrine delle cioccolaterie che espongono ogni bendidio o le piramidi di dolci sconosciuti, e quindi ancora più attraenti, che ipnotizzano puntualmente lo sguardo del marito, goloso convinto oltre che reo confesso di non voler resistere alle tentazioni gastronomiche? O i formaggi di tutte le stagionature, i prosciutti di numerose varianti, la frutta "esotica" venduta a bordo strada dai contadini? E poi quel particolare "cibo di strada" che si incontra nei mercati popolari durante il viaggio? Esperienze che spesso gli altri viaggiatori non hanno il tempo di godersi, tutti presi a seguire un cammino già deciso dietro un ombrellino, senza le innumerevoli possibili divagazioni che il camper consente in piena libertà.

Poi ci sono ovviamente le specifiche esigenze alimentari dei componenti dell'equipaggio, dai piccoli che necessitano di una dieta appropriata ai grandi che hanno necessità particolari, magari per motivi di salute; quale altra modalità di viaggio consente in questi casi di cucinare la pastina per il bambino di pochi anni o piatti su misura per la dieta di ognuno dei presenti?

Senza tralasciare le tragicomiche avventure dei nostri connazionali che si trovano all'estero da diversi giorni e spasimano per un piatto di spaghetti nostrano, provando ad assaggiarlo, con risultati spesso sconcertanti, all'interno di un ristorante "all'italiana", conditi magari con una gustosa …marmellata e scotti al punto giusto! A questo proposito sapete che fuori dall'Italia molto spesso si usa mettere la pasta in pentola quando l'acqua è fredda???

E' ovvio che un camperista non andrebbe mai fuori dai confini a mangiare in un ristorante italiano (o presunto tale), anche perché viaggiare a bordo di un camper vuol dire poter cucinare ciò che più ci aggrada o di cui abbiamo necessità in qualunque momento; ciò non vuol dire rinunciare a fare tutti gli esperimenti gastronomici in loco di cui si ha voglia: andare in Baviera e non ordinare lo stinco di maiale sarebbe un delitto! E così rinunziare a un piatto di paella trovandosi in Andalusia! Ma un po' ovunque è giusto conoscere la cultura di un popolo coniugando alla propria cucina di bordo anche i più importanti piatti locali, in un trionfo di sapori che la dice lunga sulla multiculturalità in campo alimentare che noi camperisti ci consentiamo.

C'è poi quell'autentico maestro di vita sociale che è il supermercato, meta abitualmente molto frequentata dall'homo camperisticus, perché oltre a permettere gli ovvi approvvigionamenti in corso di viaggio, consente di aprire una finestra su usi e abitudini dei locali, dagli alimenti più usati alle specialità, da come si fa il bucato a come si tiene il carrello (ordinato nel nord Europa, un po' "come viene" nella zona mediterranea del continente); per non parlare delle offerte promozionali di cui anche noi potremmo approfittare (ricordo ancora quando il marito si caricò 24 chili di zucchero di canna in Portogallo a un costo inferiore a quello dello zucchero di barbabietola in Italia). Senza escludere i prodotti di nicchia, dai vini francesi ai cioccolatini belgi, dalle marmellate inglesi al whisky scozzese, dalle ciliege turche ai dadi per brodo svizzeri…

Certo, è anche possibile, a causa delle targhette in lingua straniera, prendere degli autentici abbagli sulla merce che si sta acquistando; magari siamo convinti di stare comprando una cosa ben definita e poi, una volta giunti all'interno della nostra casa su ruote, scopriamo che si tratta di tutt'altro prodotto, con esiti a volte molto divertenti. Come quella volta in cui, convinta di comprare del latte, mi ritrovai a usarlo sul composto di carne con cui preparare le polpette dei bambini, accorgendomi troppo tardi che il "latte" presentava una consistenza anomala e che in realtà si trattava di yogurt in confezione da 1 chilo; ciononostante le polpette furono molto apprezzate dai bambini, che continuarono a chiedermi per mesi le polpette allo yogurt; ma la ricetta, al pari di Paganini, era davvero irripetibile…

(Continua…)

©2012-2019 Mimma Ferrante & Maurizio Karra - Le Vie del Camper - Edizioni Fotograf Palermo
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